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| BENVENUTI NEL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CONDIVISIONE E TRASPARENZA
lunedì 07 maggio 2012 | | | | | | | lunedì 07 maggio 2012 - 01:57:37 | buonoantonio | :: Ecco perchè l'Italia fallirà | | |  | lunedì 07 maggio 2012 - 01:57:37 | buonoantonio |  | | | | | | | | | | | | lunedì 07 maggio 2012 - 01:06:06 | buonoantonio | :: Dal Parlamento Europeo | | |  | lunedì 07 maggio 2012 - 01:06:06 | buonoantonio |  | | | | | domenica 06 maggio 2012 | | | | | | | domenica 06 maggio 2012 - 10:08:39 | buonoantonio | :: INTERVENTO SHOCK DI MONTI | | |  | domenica 06 maggio 2012 - 10:08:39 | buonoantonio |  | | | | | | | | | | | | domenica 06 maggio 2012 - 09:59:50 | buonoantonio | :: Video sul signoraggio | | |  | domenica 06 maggio 2012 - 09:59:50 | buonoantonio |  | | | | | lunedì 03 ottobre 2011 | | | | | | | lunedì 03 ottobre 2011 - 13:09:02 | buonoantonio | :: LA CRISI DEGLI ASINI | | |  | lunedì 03 ottobre 2011 - 13:09:02 | buonoantonio Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) ... e fate circolare questa storiella.... Sembra una storiella ma spiega in poche parole come funziona il mercato finanziario.
|  | | | | | giovedì 01 settembre 2011 | | | | | | | giovedì 01 settembre 2011 - 13:07:13 | buonoantonio | :: Le banche e la moltiplicazione della moneta | | |  | giovedì 01 settembre 2011 - 13:07:13 | buonoantonio da: http://www.signoraggio.com/signoraggio_precisione_svizzera.html Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest'attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta. Ad illustrare questo meccanismo basta un semplice esempio. Ammettiamo che un risparmiatore versi sul suo conto in banca 20'000 franchi in banconote. Questo versamento non modifica la quantità di moneta presente nel sistema economico. Le banconote non si trovano più in circolazione, bensì nella cassaforte della banca. I 20'000 franchi, tuttavia, sono accreditati sul conto del risparmiatore. Per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte. Perché non prestarlo, esigendo un interesse? Ecco che un'azienda ha bisogno di denaro per un nuovo impianto elettronico. Con un credito, la banca le presta 16'000 dei 20'000 franchi che il risparmiatore ha versato. L'importo è accreditato sul conto dell'impresa. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20'000 franchi. L'impresa debitrice dispone di 16'000 franchi. La quantità di moneta è quindi aumentata di 16'000 franchi. Se ora l'impresa si serve del credito per comprare nuovi apparecchi e il venditore versa l'importo ricevuto in contanti sul proprio conto, la banca ne cederà di nuovo una parte in credito. La quantità di moneta aumenterà un'altra volta. In questo modo, la creazione di moneta prosegue. Ci sono limiti alla creazione di moneta da parte delle banche? La banca del risparmiatore non ha ceduto in credito l'intera somma di 20'000 franchi. 4'000 franchi sono rimasti in riserva. La banca deve infatti prevedere la possibilità che il risparmiatore voglia operare un prelievo. La costituzione di riserve limita la possibilità delle banche di creare moneta. Ciononostante, le banche sono vere e proprie «moltiplicatrici della moneta».
Quindi se è vero che l'inflazione è un aumento della massa di denaro in circolazione (compresa la moneta scritturale) allora quanto appena mostrato chiude definitivamente il discorso su CHI CREA INFLAZIONE, con buona pace di chi ottusamente vuole proteggere i «soliti noti» o ha paura di affrontare la dura realtà.
Il gioco è bello se dura poco, quindi la domanda è: dove prendiamo queste informazioni così cristalline, precise e dirette?
rif.: Schweizerische Nationalbank [Banca Nazionale Svizzera - http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html] Chi meglio di LORO può parlare di denaro? Loro che rappresentano il Bastione di IGB© & Soci, che possono permettersi di dire cose che altre Banche (ad esempio la Banca d'Italia, al secolo Bankitalia S.p.A.) tengono nascoste e celate da sempre, da centinaia di anni..
C'è da dire che la Banca Centrale Svizzera ha un rapporto molto preciso con la Confederazione, come sancito dalla Costituzione di quel Paese:
Art. 99 Politica monetaria
1.Il settore monetario compete alla Confederazione; essa soltanto ha il diritto di battere moneta e di emettere banconote.
2.La Banca nazionale svizzera, in quanto banca centrale indipendente, conduce una politica monetaria nell'interesse generale del Paese; è amministrata con la colaborazione e sotto la vigilanza della Confederazione.
3.La Banca nazionale costituisce sufficienti riserve monetarie attingendo ai suoi proventi; parte di tali riserve è costituita in oro.
4.L'utile netto della Banca nazionale spetta per almeno due terzi ai Cantoni. In soldoni: [ Leggi il resto... ] |  | | | | | martedì 30 agosto 2011 | | | | | | | martedì 30 agosto 2011 - 17:48:04 | buonoantonio | :: EUROSCHIAVI - Marco Della Luna e Antonio Miclavez | | |  | martedì 30 agosto 2011 - 17:48:04 | buonoantonio €uro Schiavi costituisce un contributo importante al tema che Lord E.E.D. Acton indicava come la causa secolare che prima o poi andava affrontata: quella della gente contro le banche. Ovviamente Acton si riferiva alle pratiche anticostituzionali e distruttive delle banche, come ad esempio l'appropriazione del signoraggio e la riserva frazionaria. Però proprio queste pratiche sono le più importanti, non solo per le banche, ma per lo stesso esercizio del potere. Mentre questo testo vede la luce, in Italia vi è un gran trambusto e si inseguono le proposte di riforma: nazionalizzare la Banca d'Italia, mettere un termine al mandato del governatore, restituire il signoraggio al popolo sovrano. La vicenda nacque il 1° luglio 2004 quando alcune persone fondarono a Roma, nella sede dell'ADUSBEF, il movimento per la sovranità monetaria. Si creò una lista su internet, si cominciò a divulgare quelli che erano i temi e i tabù relativi alle pratiche bancarie. Nel volgere di poco più di un anno, avemmo la prima sentenza favorevole: la condanna di Bankitalia a restituire parte del signoraggio. Si parla per ora di soli 5 miliardi di euro. Una vicenda clamorosa, per lo più sfuggita al grande pubblico a causa di uno sciagurato comportamento dei media che hanno dato poco rilievo alla vicenda. Ma non disperiamo. Come diceva Joseph Pulitzer, non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Occorre portare alla luce del giorno questi segreti, descrivendoli, rendendoli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri. Gli autori, con questa opera adatta sia al neofita che a quanti pensavano già di sapere tutto, si pone come pietra miliare per la divulgazione di una questione - se non LA questione - che sta appassionando tutto il pianeta: a chi spetta il diritto di signoraggio, ossia di chi è il valore della moneta al momento della sua emissione? Dei banchieri privati che la emettono a costo zero per loro e la addebitano allo Stato, ai cittadini, creando e gonfiando il disavanzo di bilancio e il debito pubblico? O dello Stato, ossia del popolo sovrano? Il valore di questa domanda è, per la sola Italia, pari all'incirca a tutto il debito pubblico consolidato. Intanto anche all'estero, negli Stati Uniti e in Canada, sono state avviate cause di massa per ottenere giustizia. Speriamo quindi che l'opera di quanti in Italia si stanno battendo - alcuni già da decenni, come l'esimio Prof. Giacinto Auriti - trovi infine soddisfazione. Questo testo illustrerà, alle generazioni a venire, il razionale che spiega gli avvenimenti che stanno accadendo. E preparerà ricercatori, imprenditori e attivisti capaci con gli strumenti per capire e intervenire.
Marco Saba
Centro Studi Monetari
|  | | | | | domenica 17 luglio 2011 venerdì 15 luglio 2011 | | | | | | | venerdì 15 luglio 2011 - 12:12:31 | buonoantonio | :: La situazione carceri in Italia | | |  | venerdì 15 luglio 2011 - 12:12:31 | buonoantonio |  | | | | | | |